Terapia dell'ultravioletto

Terapia dell'ultravioletto

L’introduzione delle frequenze dell’infrarosso nella cromopuntura esogetica portò conseguentemente allo sviluppo della colonna “esterna” che nello spettro della luce sta di fronte a quella dell’infrarosso: l’irradiazione dell’UV. Entrambi questi due estremi esterni invisibili possiedono quale elemento collegante la terza colonna – quella dell’ambito invisibile entro la scala nanomentrica. Il centro dello spettro visibile secondo tutte le esperienze sembra avere un’importanza particolare per il trattamento degli esseri viventi. Mentre oggi la cromoterapia complementare della colonna centrale è vista come lo strumento di attivazione dell’intero spettro, gli ambiti dell’infrarosso e dell’ultravioletto sono associati a compiti specifici.

La terapia con l’ UV di 370 nanometri costituisce la colonna spirituale della luce. Attraverso zone cutanee ben definite possiamo stimolare o riordinare in modo molto specifico l’evento informativo (spirito) entro l’essere vivente. Come la luce, anche l’UV ubbidisce alle leggi della diffrazione, della rifrazione, della riflessione e – cosa importante per la terapia – dell’interferenza. Conformemente alla frequenza l’UV possiede un’energia più elevata di quella della luce visibile e quindi anche una maggiore profondità di penetrazione della materia.

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